
Ultimamente abbiamo saputo che ci sono stati degli incontri tra fisici quantistici e alcuni biologi all’avanguardia, alla fine dei quali è stato ipotizzato che le classiche 24 ore giornaliere si sarebbero ridotte a circa 16-17 ore.
Evidentemente questa cosa non riguarda solo la Terra, ma l’insieme del settore galattico in cui ci troviamo.
Questo significa che, anche se l’alternarsi della durata dei giorni e delle notti non sembra essere cambiato e si misura meccanicamente sempre nello stesso modo, ci sarebbe una compressione dello spazio-tempo.
Questa compressione colpisce il tasso vibratorio del Pianeta (misurato in Hertz) e il livello di coscienza di tutto ciò che vive… e non soltanto quello degli uomini.
Questo potrebbe voler dire che i valori cambiano e che la percezione psicologica del tempo lineare non è più la stessa.
Da un punto di vista analogico, se la dimensione Spazio (distanza) si è in un certo qual modo contratta per il fatto che i mezzi di trasporto e di comunicazione sono molto più veloci, anche la dimensione Tempo è entrata in mutazione.
Globalmente vibriamo tutti più rapidamente e quindi, senza che ce ne accorgiamo chiaramente, stiamo vivendo quella che viene chiamata l’eterizzazione del nostro mondo.
Eterizzarsi non significa dunque diventare sfocati e ovattati come alcuni ancora pensano, ma partecipare progressivamente a una trasformazione di tutto ciò che appartiene alla densità
Ecco perché, quando siamo in stato di decorporazione, i mondi che ci appaiono ci sembrano materiali quanto il nostro corpo fisico.
Per estensione, possiamo comprendere ciò che sta già succedendo, per esempio, da milioni di anni alla civiltà venusiana, parallelamente alla nostra.
Ancora per estensione, si può concepire che tutta la sfera di Venere e degli altri pianeti del nostro sistema vedano il loro tasso vibratorio aumentare parallelamente al nostro.
Sarebbe a dire che ci sarà sempre uno scarto così disperatamente ampio tra queste sfere di vita e la nostra?
No, perché le loro esperienze di vita sono destinate ad agire in maniera esponenziale sulla velocità del nostro sviluppo.
Bisogna tuttavia ammettere che non tutti gli abitanti del nostro pianeta si trovano allo stesso stadio evolutivo della coscienza, e che solo una parte delle forme di vita terrestre sarà in grado di beneficiare pienamente di questo invito cosmico alla crescita.
Che cosa succederà alle altre anime? Saranno a poco a poco attirate e condotte a reincarnarsi in mondi più adatti a loro.
A questo proposito, l’improvvisa esplosione demografica della Terra si spiega in parte con le incarnazioni di massa di anime provenienti da altri sistemi planetari più giovani del nostro, allo scopo di beneficiare della moltitudine di esperienze che il nostro pianeta propone, soprattutto da qualche decennio.
Si capisce quindi meglio fino a che punto la Terra non sia soltanto un pianeta-scuola ma anche un pianeta d’accoglienza.
Se tutte le sfere di vita evolvono necessariamente in maniera ascendente, la nostra si situa in un punto particolarmente cruciale per quanto riguarda le possibilità di avanzamento che propone.
© Marie Johanne et Daniel Meurois
traduzione di Renata Germanet